La crisi del welfare tradizionale
Sintesi dell'intervento La crisi del welfare è imputabile principalmente a due fattori. La perdita di potere dello stato nazione, soprattutto perché i Paesi hanno in gran parte perso il controllo sui parametri del loro sviluppo. La globalizzazione ha fatto sì che gli stati non siano più in grado di controllare i flussi degli scambi. In questo senso è fondamentale la messa a regime di soggetti sovranazionali di controllo efficaci. Il secondo elemento di forte criticità è costituito dalla messa in discussione dello stato nelle sue modalità di funzionamento: in particolare lo stato perde le sue regolamentazioni collettive. Disoccupazione di massa, per cui un numero sempre maggiore di cittadini si trovano al di fuori dalle tutele, la decolletivizzazione dell'organizzazione del lavoro, e quindi un sempre maggior numero di soggetti sono esclusi dai sistemi di protezione, producono incertezza in una società che è sempre più società degli individui. Di fronte ad una società mobile e liquida, il welfare deve aggiornare i propri strumenti e ripensare le forme di intervento e tutela, se il welfare state tradizionale adempiva alla domanda di tutela che fino agli anni settanta veniva espressa dai cittadini, oggi deve essere profondamente ripensato, una sfida complessa per la quale non esistono soluzioni semplici. Le fonti della paura sono dunque molteplici accanto al sentimento condiviso dai cittadini dei paesi occidentali della perdita della tutela.
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