Presentazione della ricerca WSS "Le paure delle metropoli"
Sintesi dell'intervento L'atteggiamento delle persone non è descrivibile con un solo termine, piuttosto si può parlare di ansie diffuse. Dalla ricerca emerge che ad essere sopraffatto dalla paura vera e propria è appena poco più del 10% dei cittadini metropolitani. Il dato interessante è che il 90% degli intervistati dice di avere una piccola ansia quotidiana. Ma quando si va a circoscrivere il sentimento, emerge che ben il 42% parla di ansie molto presenti, quasi angosce. Come spiegare il fatto che a Roma va il primo posto in tema di pessimismo diffuso tra i cittadini? Per spiegare questo fenomeno occorre pensare che Mumbai e Pechino sono caratterizzate invece da un vivo ottimismo. Gli abitanti di queste città dicono che il loro sentimento è di entusiasmo, ottimismo, fiducia. Il motivo è che si tratta di un mondo in movimento. Diversamente, la capitale ha mantenuto un'attitudine che la distingue da altre città europee. Londra non soffre il tormento dell'immigrato. Il sentimento dei cittadini londinesi è di ottimismo. Londra scommette sulle diversità. Passando dal sentimento compatto alle tante paure messe insieme, le prime paure sono di tipo ancestrale, riguardano la propria persona .Tra le principali cause di paura, quella di perdere le facoltà intellettive. E' il caso di Londra, Parigi e Roma. Tra questo tipo di paure vi è quella di non poter mantenere inalterato il proprio stato psico-fisico. E poi c'è la paura del progresso tecnico e scientifico, che per molti è una ragione di etica. Tra le cause di timore, un dato curioso: il traffico congestionato è la paura del 60% degli intervistati. Quanto alla classificazione delle vittime di paure, il livello di istruzione non discrimina. Ciò che discrimina sono le diverse città, le classi sociali e il genere (donne più di uomini). Tra i motivi della paura compare anche la globalizzazione, il fatto di vivere meno solidarietà tra le persone. Ma ci sono dei casi in cui la globalizzazione è motivo di ottimismo: sono quelle città che dalla globalizzazione possono trarre un'opportunità, come Tokyo. Tra gli elementi demotivanti, va ricordato il terrorismo, ma anche la politica, che deve comunicare direttamente al cittadino, senza intermediazioni. La televisione in questo contesto ha il ruolo di regolarizzazione dell'evento, creando delle regole della comunicazione e delle informazioni. I media determinano il fatto che anche minacce non imminenti vengono memorizzate come minacce vere, e oggettivamente producono un effetto di moltiplicazione. Come reagisce la popolazione impaurita? Qual è la reazione spontanea alla vulnerabilità urbana che genera insicurezza? Alcuni affrontano i timori con la fede, mentre altri intensificano la propria capacità di relazionarsi, con se stessi, con l'etica, con la natura.
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