Analisi e commenti
Sintesi dell'intervento Io non credo alla paura. Il concetto di paura nasce dall'ignoranza su come evolve il mondo. I sensi di paura sono legati alla inconsapevolezza di quello che sta avvenendo. Passando a esaminare la realtà metropolitana e le sicurezze e insicurezze generate da scelte architettoniche nei grandi centri urbani, occorre ricordare che il 60% della popolazione mondiale vive nelle città. Su un totale di 7 miliardi di popolazione mondiale complessiva, ciò vuol dire che circa 4-5 miliardi di individui popolano i centri urbani. E visto che i territori del pianeta sono ormai tutti esplorati, si arriva alla conclusione che dobbiamo avere la consapevolezza di essere molti. In alcune realtà, si è arrivati a una soglia di non gestibilità del sistema e si arriva all'anarchia e all'individualismo. Perché, visto che in molte città non si riesce a vivere, superata una soglia di disfunzione interviene la soluzione individuale. Cina e India hanno raggiunto una dimensione di crescita che non hanno avuto nel passato, ma l'aria che si respira è diversa da città come San Paolo e delle metropoli russe, dove si percepisce un senso di alienazione. Andando con un occhio oltre la paura, c'è la vita che vince e serve una strategia per capire meglio cosa siamo in questo momento. Soprattutto nelle grandi aree, bisogna superare le paure e dire: accettiamo la sfida, ripartendo dalla responsabilità individuale, per non continuare a dire che è colpa della società o di un governo: solo così le cose possono migliorare.
Vai alla scheda del relatore
|