WORLD SOCIAL SUMMIT 2008 'Wss: Esther Mujawayo, per sopravvivere al trauma serve credere nei valori'
"Sono nata in Ruanda nel 1958, negli anni delle indipendenze, in quegli anni comincia la caccia ai Tutsi da parte degli Utu": questo l'inizio del racconto della psicoterapeuta ruandese Esther Mujawayo, intervenuta nella giornata conclusiva del World Social Summit organizzato dalla Fondazione Roma in collaborazione con il Censis. La psicoterapeuta ruandese si è rivolta alla platea descrivendo sulla base della propria esperienza, cosa è la paura. "La paura vissuta nel 1994, nel momento in cui il Governo ha pianificato la soluzione finale contro i Tutsi era una paura reale, non immaginaria, era una paura legata alla certezza di quello che sarebbe successo dopo". Esther Mujawayo ha quindi affermato: "L'unica speranza di salvezza era continuare a credere nella propria intelligenza, nella propria anima, fino a quando esistevano queste c'era speranza di sopravvivere". Mujawayo ha quindi descritto ai partecipanti al convegno cosa si prova dopo che la paura lascia il passo al trauma, dopo che ci si scopre di essere ancora vivi e di aver sopravvissuto alla paura. "Dopo il genocidio vivevamo tutti in un vuoto esistenziale, da mogli eravamo diventate vittime, da figli orfani, da madri di nuovo donne senza nessuno" ha raccontato Mujawayo, che ha aggiunto: "A quel punto ciò che terrorizzava era esistere senza memoria del passato, in un'assenza di valori, ed era lì che il trauma si insediava". La psicoterapeuta ruandese ha raccontato di aver trasformato la sua tragedia in un'esperienza guida, in un qualcosa che avrebbe permesso ad altri che avevano vissuto lo stesso dramma di ricostruire quanto era accaduto, di rielaborarlo, riscoprendosi parte di una comunità. "E' così che è nata Avega, l'associazione delle vedove del genocidio del 1994" ha quindi ammesso Mujawayo. Non sono mancate critiche nel corso dell'intervento al ruolo delle organizzazioni internazionali- Onu in prima fila - che Esther Mujawayo ha accusato di "aver abbandonato i Tutsi proprio nel momento in cui si programmava il genocidio", salvo essere tornate sulla scena una volta che il peggio era passato. Ester Mujawayo ha ricordato ai presenti le violenze subite dal suo popolo, soprattutto le donne vittime di stupri seriali. "Fino a che non c'è sicurezza non può essere eliminata la paura. Se ad un rifugiato si nega il permesso di restare in un Paese, non si permette a quella persona una nuova rinascita", ha concluso Mujawayo.
|